Stanotte l'ha sognata. in realtà la faccenda ha avuto uno strano svolgimento. Si era svegliata perché doveva andare in bagno e così ha fatto e solo dopo tornando sotto le coperte si è ricordata di cosa stava sognando, prima del risveglio.
Ricordi vaghi e sfumati, ma pur sempre ricordi. Quando me lo ha raccontato è stato difficile starle dietro, perché raccontare un sogno pare più il ragionamento a voce alta di un matto.
Seduta sul letto, accanto a me, guardava il nulla davanti a sè, in realtà davanti aveva la finestra grande, la libreria sulla destra e la grande poltrona della Lola a sinistra. Sì, era sua, nessuno poteva sedercisi, per due motivi: il ringhio e la quantità di peli sparsi pronti a appiccicarsi a qualsiasi tipo di tessuto indossato.
In quella posizione perfetta per lo stato in cui si sentiva, iniziò ad evocare il sogno, quindi sguardo vuoto nel vuoto, labbra che si muovono lo stretto necessario, quasi chiuse, voce sussurrante e tono da attrice del melodramma. Un po' di paura la faceva e un po' a disagio mi sentivo.
"Eravamo in macchina" Inizia così lo squinternato racconto. Ogni frase un profondo respiro, forse per ossigenare il cervello e trattenere le lacrime dall'emozione. "Eravamo in macchina", eh, lo ripete. Sì ok eravate in macchina penso, ma non dico.
"Forse un furgone, o un camper. Alla guida il Bruno", anche lui in altra vita da gennaio, "Lola sdraiata fra schienale e sedile dietro di lui, tanto da non poter appoggiaie la schiena. Poi c'eri anche tu, ma non ricordo bene se c'eri veramente" e mi guarda senza vedermi.. "Bruno assomigliava a mio padre o forse erano tutti e due in una sola persona". Una sorta di Giano Bifronte? penso io, ma al solito la mia bocca è cucita.
"Si percorreva una strada sterrata marrone e con molti saliscendi". Continua:
"Lola si muoveva, scodinzolava, mostrava la pancia" Sospira: "Ma forse non era lei..."
Ma come non era lei?
"Sì era lei, ma assomigliava al Rocco il gatto bianco e rosso che ho avuto qualche anno prima di lei e poi è deceduto. Aveva la coda a saetta... Ma no, Lola aveva la sua solita coda fuffolosa, però poi diventava un po' lui. E' qui che mi sono svegliata, con uno strano vuoto nello stomaco e voglia di riaddormentarmi presto."
E così è stato, dopo il bagno, il racconto e due carezze, si è riaddormentata.
Stamani al secondo risveglio, mi ha detto che ha sognato Giorgio Albertazzi vestito molto casual, con dei calzoncini corti e una camicia hawaiana che la seguiva chiamandola e dicendo "Dove andate belle signore?" Sì perché lei teneva per mano un'altra signora vestita tipo charleston, sua nonna forse, ma non ne era sicura, portandola in giro per una città scura con le mura di tufo giallognolo. Poi la nonna spariva e c'erano i suoi amici di quando era ragazza (finalmente dei vivi), ma poi non erano loro e non si ricorda se cercavano qualcosa, o del cibo o un tesoro. Fine.
La meglio è che la sera si mangi presto e alimenti molto digeribili, ieri sera aveva mangiato il salmone e le patatine fritte e un po' di riso in bianco. Forse aveva esagerato con le porzioni, ed era già agitata perché oggi è il compleanno della Lola e avrebbe voluto passarlo insieme a lei.
Ma chissà può essere che questo sogno in qualche modo le abbia avvicinate lo stesso e che Lola ora girovaghi per casa. Un po' uno sfinimento non riuscire a capire dove è, soprattutto per me, che ho occupato i suoi territori, la poltrona, il letto, cuccia compresa, vita spericolata la mia, sennò che Vasco sarei!!
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