martedì 26 ottobre 2021

Vite precedenti di Eleonora Satta




Nella mia precedente vita sono un cane. Lo so con sicurezza, ancora non abbaio, ma già mostro i denti quando mi incazzo, segno il territorio, scodinzolo come un bob tail senza coda, amo annusare tutto, merde comprese.
Sono un meticcio col pelo arruffato da baccelli spinosi e duri che trovo nei campi dove bazzico, ho un padrone che se ne frega se mi si scompiglia il pelo, se mi si formano nodi fastidiosi che mi tirano la pelle oltre che il pelo.
Mi devo arrangiare, ma non è cosa facile. Ogni tanto capita un bambino o una persona di animo gentile che fino a che resiste al mio odore, riesce a toglierne due o tre di quei triboli. Quelli sotto la pancia si incarnano e non c'è verso di levarli, i forasacchi, credo  abbiano fatto il tour di tutta la mia pelle.
Sono un cane da guardia, abbaio, bene e forte. Appena succede qualcosa di strano lo faccio con grande orgoglio e professionalità. Il problema è che delle volte sbaglio, non ci sono veri pericoli da segnalare, eppure voglio comunicare qualcosa e vengo incompreso.
In questi casi ricevo secchiate di acqiua sudicia e diaccia che in estate sono graditi, ma in inverno preferirei che si cambiasse metodo per quella che loro, chiamano punizione. Oppure vengo inseguito con un bastone e delle volte qualche bacchiolata la ricevo.
Penso a quei fratelli che vivono vite più tranquille, quelli in case signorili dove vengono serviti pranzo cena e biscotti a orari consueti, stabiliti. Puoi stare tutto il giorno a pensare solo a quel momento fatidico. Qui invece la domanda è quando arriverà il pastone? Un recipiente sporco dove  mettono tutti pezzi di cose molto saporite, li chiamano avanzi e da quanto sale c'è non si sente più il vero sapore di quel cibo. Ho anche tremende giornate dove la ciotola non arriva mai e ci spero fino a notte. Quando la padrona se ne ricorda, prima di andare a letto mi porta un panino secco, duro come il marmo e mi diverto con quello, ma è che ho così fame che lo finisco in un attimo e dopo un minuto ho di nuovo fame.
La mia infanzia e gioventù da umana è stata un po' così, la mia matrigna tra i tanti difetti non sapeva neppure cucinare qualcosa di decente e a ore pasti mi aspettava un bel mappazzone. Anche in quanto a igiene nel luogo dove vivevo, ero abituata a appartamenti stallieri, con pelosi di polvere che si rincorrevano a ogni riscontro, o rimaneva statici sotto ai mobili. Ho vissuto da selvaggia.
Mi ha aiutato la vita precedente canina. 
Ho sempre avuto rapporti strani con i gatti, che mi piacciono sicuro,  mi ci avvicino con una certa diffidenza, li accarezzo, ma non li ho mai capiti completamente. Sono troppo evoluti. Noi (io e il mio avo cane) siamo più basici. I gatti sono come i maschi, evoluzione a parte.
Sono cane in una frequenza e donna in un'altra.
Non mi sento divisa, anzi al contrario le due frequenze si completano. Penso a quel cane di una vita precedente, ma forse posteriore perché il tempo è una convenzione umana, i cani, gli animali non umani non la conoscono o se la conoscono la rifiutano. Il tempo è un gran tiranno di dice, ed è vero. Noi umani siamo sempre alla ricerca di fermarlo, il cane lo ha fermato già a prescindere visto che vive sul momento, nel qui e ora. Chiedete a un umano di vivere allo stesso modo, impazzisce, cerca i ricordi più dolorosi, si masturba col passato, avere dei rimpianti è così godereccio!
Da cane quale sono su questa frequenza no, non ho queste vostre strane attitudini, per me godereccio è un osso da mordicchiare, rimpianti non ne conosco, non so cosa significhino. Ma anche di un sacco di altre cose non capisco il significato, il ricordo per esempio, non è così chiaro e tangibile. Se mi hanno picchiato non ricordo né come né dove. Mi rimane in mente solo il gesto, l'intenzione, ma non la lego al passato, se c'è è nel mio presente, nell'attimo fuggente.
Amo ricordare la mia vita canina, il mio passato, ma se fossi in questo momento nell'altra dimensione non mi verrebbe nemmeno in mente di fare un pensiero al passato, non so cosa è il passato, probabile che non sia il presente.
Ah caro umano
Ah caro cane
Due entità distinte, che attraversano un piccolo brandello di vita insieme, l'uno coll'ansia del domani, l'altro con la felicità nelle piccole cose. Chi sta meglio?
L'uno con la paura della morte, tanto da non farne mai cenno e rifuggire il pensiero, anche con una toccatina ai testicoli, o facendo le corna con le dita delle mani. L'altro gioioso dell'oggi, perché avrà sempre delle splendide sorprese, dovrà occuparsi dell'umano se ne possiede uno. Perché è lui che lo possiede, il proprietario è lui, quello con gli occhi grandi, le zampe con polpastrelli da urlo, coda eretta e scodinzolante, petto in fuori, grandi corse, tenui respiri, forti sospiri e un solo desiderio rendere felice chi gli è accanto, proteggerlo, ingaggiarlo, giocarci,
Un cane lo sono stato di sicuro, ho pisciato su muri e pneumatici con grande soddisfazione. Ho fatto di tutto per riempire di allegria un umano. ma soprattutto sono riuscito a scrollarmi spesso ogni volta che qualcosa andava scossa via, lontana. 
Quando ti ho addormentato amore, tu già sapevi che viaggio avresti intrapreso e ti sei abbandonata. Hai mollato tutto, nessun attaccamento. Una enorme saggezza, un grande amore per te per me e per quello che siamo state e che saremo. Perché nulla finisce, tutto continua, si trasforma, cade e si rialza, 
Nella mia precedente vita sono un cane. E tale resto, anche adesso. Scodinzolo, faccio una puzza. annuso dove hai pisciato e ci ripiscio sopra.








domenica 17 ottobre 2021

Il Super-stite di Eleonora Satta

Oggi voglio parlare dell'Altro Cane, il superstite, il dimenticato, quello che ti guarda con timidezza, perché non sa mai se adesso è il suo momento.
L'Altro Cane è stato vittima per nove anni della figura onnipresente di Lei quella che non c'è più, colei che è partita per il ViaggioSenzaRitorno, che la porterà alle pendici del Ponte.
Nove anni di soprusi, di guerre intestine, riguardo ciotole, spazi, acqua, cibo, momento giusto per giocare, momento giusto per dormire, momento giusto per farsi accarezzare.
No, non si sono amati, ma sopportati. Nessuno al posto loro sarebbe stato capace di non uccidere l'altro!
Quei due invece hanno retto, perché c'era uno scopo preciso, un'allenaza innata, una direzione comune: aiutare l'umano.
In tutti questi nove anni l'animale umano si è barcamenato fra l'uno e l'altra.
Confondendosi spesso, perché Lei con le sue ,malattie prendeva tutto lo spazio possibile: in casa anche fisicamente  Abbiamo dovuto restringere gli spazi, perché Lei non si perdesse.. Abbiamo dovuto stendere tappeti ovunque per ogni caduta da ictus, ischemie o sincopi. In questi casi andava giù come un sacco di patate. 
Ogni caduta è stato uno sguardo di terrore e consapevolezza da parte di Lui. 
Sempre nella sua cuccia immobile, Lui: osservava, intuiva, cercava sempre, in tutti i modi, di distrarre e rasserenare l'animale umano.
Quando Lei era ancora giovane, 6 anni circa, nonostante i suoi malanni, Lui e l'umano hanno fatto di tutto insieme: ogni fine settimana era  pieno di tutte le cose che lo facevano impazzire dalla gioia.
Lei osservava distante, protestava, ma alla fine la sua profonda saggezza la portava a guardarli come se fossero sue creature, perse nello scorrere del tempo, alla ricerca di trattenere ogni minuto per noi e quel NOI era comprensivo di Lei e Lei lo sapeva e ne godeva.

Quando è andata via Lui non ha avuto il coraggio di salutarla per bene.
Ah ecco, ha detto e ha voltato lo sguardo verso il buio, piuttosto di annusare l'immobilità di Lei.
Perché si sa che se siamo stati così tanto nemici poi alla fine in quel momento dove Lei parte e Lui resta, la mancanza si percepisce e Lui l'ha cercata per diversi giorni. Ci aspettavamo che prima o poi sarebbe ricomparsa dal nulla. Come una magia. Magari ringhiando, lo faceva spesso se non le tornava qualcosa, se un comportamento non era consono alle sue regole.

Adesso al pomeriggio dorme nella cuccia di Lei , la notte nel letto umano , sempre con quella sua discrezione e pudore di Angelo. Sì Lui lo è, Lei è stata un Guru, un Maestro, un Sensei,.
Lui un Angelo caduto dal cielo, per aiutare l'umano a sopportare tutto il dilaniamento. 
La presenza continua, tuttavia timida, il suo essere sempre pronto a trascinare nelle sue avventure di annusamenti, di rincorse, di rivalse con altri cani, di amicizie e gioco, salvano l'umano dal baratro. Lo afferra per i capelli e tira-tira-tira, fino a farlo uscire dai profondi meandri della mancanza di Lei. Lo fa senza chiedere. Lo fa senza un lamento. Lo fa e basta. E' quello per cui è predestinato e lo sa.
E la certezza che dimostra, la sicurezza che sfodera è un balsamo per le ferite di questo momento. Perché alla fine è solo un momento, un attimo se confrontato con quello che è stato vissuto in tutti questi anni.
Amore puro e senza condizioni, ecco cos'è.
Non ce n'è: loro lo sanno meglio di noi.
Riescono a esprimerlo con una purezza e semplicità per noi sconosciute . Neanche con un figlio, un marito, un amico. Questo stadio è troppo oltre per l'umano.

Oltre le convenzioni, oltre gli interessi, oltre tutto quello che è materiale, oltre la vita, oltre la morte.

Sì, Altro Cane, sei una scoperta ogni giorno che passa, senza contare tutti quelli già andati. E quelli che verranno.
Saremo il bastone della nostra vecchiaia, ci aiuteremo a vicenda, te lo giuro.
Lei è la mia Guida Celeste, tu sei le ali per il Paradiso.

Ti voglio bene Vasco e credimi: più bella cosa non c'è, più bella cosa di te.




lunedì 4 ottobre 2021

Un saluto di Eleonora Satta

 
Che poi alle 7 suona la sveglia e come tutti i giorni inizia il nostro tran-tran intimo, fatto di carezze lievi come respiri, medicine pappe pisolini, colpi di tosse che tolgono l’aria e la speranza di qualche tempo in più, le  goccie nel piattino leccate con desiderio. Queste preziose goccioline ti hanno allungato la vita di quattro anni, namasté. Dopo un’ora potrai mangiare. Preparo le ciotole e mi guardi, ovunque tu sia mi fissi perché misuri ogni mio gesto, fino all’ultimo per decidere di alzarti, perché ogni fatica a questo punto va giocata come si deve, finalizzata allo scopo.
Difficile che tu rida, tuttavia sei stata allegra e serena fino all’ultimo, passandomi sotto le gambe per farti grattare il sedere, quasi tutte le mattine, correndo, giusto poche falcate dietro ai gatti che rimarranno il tuo unico scopo nella vita a parte amare me fino in fondo.
E mia amato fino in fondo, lo so perché quando è arrivato il momento, mentre ti accarezzavo il muso e le ciglia d’oro hai fatto un tuo versino come di accettazione, un versino piccolo, un gracchiare di gola.
Non si poteva più andare avanti, amore mio. La fine è arrivata di soppiatto e ci ha prese in contropiede.

Lo spazio è immenso, questa casa sembra enorme e i rumori non ci sono più, primo fra tutti il ticchettio delle unghie sul pavimento, i colpi di tosse, i movimenti strani alla ricerca nella stanza di qualcosa che sapevi solo te.
I tuoi occhi del buongiorno, il tuo sguardo nel nulla aveva un preciso significato e scopo. La tua presenza in ogni dove mi spostassi. Quante volte non ti ho visto e mi hai fatto lo sgambetto.
Manca il tuo ringhio  ogni volta che dovevi fare qualcosa che non ti andava a genio.
Tutto cambia e questo cambiamento è radicale, parte dalle viscere, sei dentro di me, ma non posso più accarezzarti, devo trovare altre modalità e sono solo un povero piccolo essere umano ignorante che ha bisogno di ascoltare il tuo abbaio verso i vicini antipatici o una macchina che non è la mia che passa e va. Averti accanto quando si passeggia e dirti Dai dai dai dai, andiamo che è stato il ritornello di questi ultimi giorni, dove riuscivi a muoverti poco e con sofferenza.
Ieri al supermecato ti esortavo col Dai dai dai, eri lì con me, adesso ti lasciano entrare anche al supermercato. 

Il Vuoto. Il mio Sensei mi ha sempre parlato dell’importanza del Vuoto. Le Vide! Il Vuoto è una rigenerazione, un galleggiamento dove tutti i muscoli si rilassano. L’immagine che vedo per il Vuoto è fare il morto in mezzo all’oceano, lasciandosi dondolare dalle onde.
Mi lascerò andare allora, e saremo insieme a farlo,
l’abbiamo fatto insieme l'altra sera: insieme ci siamo buttate nel vuoto della morte, tenendoci mano nella zampa e con l'altra mano mi tappavo il naso. Via giù verso l'ignoto. Ho fatto solo un pezzo di strada con te, poi ho dovuto lasciarti continuare da sola. Chissà dove sei adesso! Una parte è qui la sento, vicina, inamovibile nel mio cuore e nella mia mente.
Galleggi in una nuova dimensione a me sconosciuta, dove prima o poi ci ritroveremo, tendo la mano e sento il tuo corpicino, il tuo pelo morbido e dorato, lo è stato fino all’ultimo così soffice.
Che la terra ti sia lieve piccola mia, mai avrei voluto scrivere questa pagina pur sapendo che a un certo punto mi sarebbe toccato.

Lola, Lolita, Passerotta, Highlander, Lololoni, Paperona, 5 novembre 2005 – 3 ottobre 2021 e così sia.



Sogno o son desto di Eleonora Satta

 Stanotte l'ha sognata. in realtà la faccenda ha avuto uno strano svolgimento. Si era svegliata perché doveva andare in bagno e così ha ...