Nella mia precedente vita sono un cane. Lo so con sicurezza, ancora non abbaio, ma già mostro i denti quando mi incazzo, segno il territorio, scodinzolo come un bob tail senza coda, amo annusare tutto, merde comprese.
Sono un meticcio col pelo arruffato da baccelli spinosi e duri che trovo nei campi dove bazzico, ho un padrone che se ne frega se mi si scompiglia il pelo, se mi si formano nodi fastidiosi che mi tirano la pelle oltre che il pelo.
Mi devo arrangiare, ma non è cosa facile. Ogni tanto capita un bambino o una persona di animo gentile che fino a che resiste al mio odore, riesce a toglierne due o tre di quei triboli. Quelli sotto la pancia si incarnano e non c'è verso di levarli, i forasacchi, credo abbiano fatto il tour di tutta la mia pelle.
Sono un cane da guardia, abbaio, bene e forte. Appena succede qualcosa di strano lo faccio con grande orgoglio e professionalità. Il problema è che delle volte sbaglio, non ci sono veri pericoli da segnalare, eppure voglio comunicare qualcosa e vengo incompreso.
In questi casi ricevo secchiate di acqiua sudicia e diaccia che in estate sono graditi, ma in inverno preferirei che si cambiasse metodo per quella che loro, chiamano punizione. Oppure vengo inseguito con un bastone e delle volte qualche bacchiolata la ricevo.
Penso a quei fratelli che vivono vite più tranquille, quelli in case signorili dove vengono serviti pranzo cena e biscotti a orari consueti, stabiliti. Puoi stare tutto il giorno a pensare solo a quel momento fatidico. Qui invece la domanda è quando arriverà il pastone? Un recipiente sporco dove mettono tutti pezzi di cose molto saporite, li chiamano avanzi e da quanto sale c'è non si sente più il vero sapore di quel cibo. Ho anche tremende giornate dove la ciotola non arriva mai e ci spero fino a notte. Quando la padrona se ne ricorda, prima di andare a letto mi porta un panino secco, duro come il marmo e mi diverto con quello, ma è che ho così fame che lo finisco in un attimo e dopo un minuto ho di nuovo fame.
La mia infanzia e gioventù da umana è stata un po' così, la mia matrigna tra i tanti difetti non sapeva neppure cucinare qualcosa di decente e a ore pasti mi aspettava un bel mappazzone. Anche in quanto a igiene nel luogo dove vivevo, ero abituata a appartamenti stallieri, con pelosi di polvere che si rincorrevano a ogni riscontro, o rimaneva statici sotto ai mobili. Ho vissuto da selvaggia.
Mi ha aiutato la vita precedente canina.
Ho sempre avuto rapporti strani con i gatti, che mi piacciono sicuro, mi ci avvicino con una certa diffidenza, li accarezzo, ma non li ho mai capiti completamente. Sono troppo evoluti. Noi (io e il mio avo cane) siamo più basici. I gatti sono come i maschi, evoluzione a parte.
Sono cane in una frequenza e donna in un'altra.
Non mi sento divisa, anzi al contrario le due frequenze si completano. Penso a quel cane di una vita precedente, ma forse posteriore perché il tempo è una convenzione umana, i cani, gli animali non umani non la conoscono o se la conoscono la rifiutano. Il tempo è un gran tiranno di dice, ed è vero. Noi umani siamo sempre alla ricerca di fermarlo, il cane lo ha fermato già a prescindere visto che vive sul momento, nel qui e ora. Chiedete a un umano di vivere allo stesso modo, impazzisce, cerca i ricordi più dolorosi, si masturba col passato, avere dei rimpianti è così godereccio!
Da cane quale sono su questa frequenza no, non ho queste vostre strane attitudini, per me godereccio è un osso da mordicchiare, rimpianti non ne conosco, non so cosa significhino. Ma anche di un sacco di altre cose non capisco il significato, il ricordo per esempio, non è così chiaro e tangibile. Se mi hanno picchiato non ricordo né come né dove. Mi rimane in mente solo il gesto, l'intenzione, ma non la lego al passato, se c'è è nel mio presente, nell'attimo fuggente.
Amo ricordare la mia vita canina, il mio passato, ma se fossi in questo momento nell'altra dimensione non mi verrebbe nemmeno in mente di fare un pensiero al passato, non so cosa è il passato, probabile che non sia il presente.
Ah caro umano
Ah caro cane
Due entità distinte, che attraversano un piccolo brandello di vita insieme, l'uno coll'ansia del domani, l'altro con la felicità nelle piccole cose. Chi sta meglio?
L'uno con la paura della morte, tanto da non farne mai cenno e rifuggire il pensiero, anche con una toccatina ai testicoli, o facendo le corna con le dita delle mani. L'altro gioioso dell'oggi, perché avrà sempre delle splendide sorprese, dovrà occuparsi dell'umano se ne possiede uno. Perché è lui che lo possiede, il proprietario è lui, quello con gli occhi grandi, le zampe con polpastrelli da urlo, coda eretta e scodinzolante, petto in fuori, grandi corse, tenui respiri, forti sospiri e un solo desiderio rendere felice chi gli è accanto, proteggerlo, ingaggiarlo, giocarci,
Un cane lo sono stato di sicuro, ho pisciato su muri e pneumatici con grande soddisfazione. Ho fatto di tutto per riempire di allegria un umano. ma soprattutto sono riuscito a scrollarmi spesso ogni volta che qualcosa andava scossa via, lontana.
Quando ti ho addormentato amore, tu già sapevi che viaggio avresti intrapreso e ti sei abbandonata. Hai mollato tutto, nessun attaccamento. Una enorme saggezza, un grande amore per te per me e per quello che siamo state e che saremo. Perché nulla finisce, tutto continua, si trasforma, cade e si rialza,
Nella mia precedente vita sono un cane. E tale resto, anche adesso. Scodinzolo, faccio una puzza. annuso dove hai pisciato e ci ripiscio sopra.