domenica 17 ottobre 2021

Il Super-stite di Eleonora Satta

Oggi voglio parlare dell'Altro Cane, il superstite, il dimenticato, quello che ti guarda con timidezza, perché non sa mai se adesso è il suo momento.
L'Altro Cane è stato vittima per nove anni della figura onnipresente di Lei quella che non c'è più, colei che è partita per il ViaggioSenzaRitorno, che la porterà alle pendici del Ponte.
Nove anni di soprusi, di guerre intestine, riguardo ciotole, spazi, acqua, cibo, momento giusto per giocare, momento giusto per dormire, momento giusto per farsi accarezzare.
No, non si sono amati, ma sopportati. Nessuno al posto loro sarebbe stato capace di non uccidere l'altro!
Quei due invece hanno retto, perché c'era uno scopo preciso, un'allenaza innata, una direzione comune: aiutare l'umano.
In tutti questi nove anni l'animale umano si è barcamenato fra l'uno e l'altra.
Confondendosi spesso, perché Lei con le sue ,malattie prendeva tutto lo spazio possibile: in casa anche fisicamente  Abbiamo dovuto restringere gli spazi, perché Lei non si perdesse.. Abbiamo dovuto stendere tappeti ovunque per ogni caduta da ictus, ischemie o sincopi. In questi casi andava giù come un sacco di patate. 
Ogni caduta è stato uno sguardo di terrore e consapevolezza da parte di Lui. 
Sempre nella sua cuccia immobile, Lui: osservava, intuiva, cercava sempre, in tutti i modi, di distrarre e rasserenare l'animale umano.
Quando Lei era ancora giovane, 6 anni circa, nonostante i suoi malanni, Lui e l'umano hanno fatto di tutto insieme: ogni fine settimana era  pieno di tutte le cose che lo facevano impazzire dalla gioia.
Lei osservava distante, protestava, ma alla fine la sua profonda saggezza la portava a guardarli come se fossero sue creature, perse nello scorrere del tempo, alla ricerca di trattenere ogni minuto per noi e quel NOI era comprensivo di Lei e Lei lo sapeva e ne godeva.

Quando è andata via Lui non ha avuto il coraggio di salutarla per bene.
Ah ecco, ha detto e ha voltato lo sguardo verso il buio, piuttosto di annusare l'immobilità di Lei.
Perché si sa che se siamo stati così tanto nemici poi alla fine in quel momento dove Lei parte e Lui resta, la mancanza si percepisce e Lui l'ha cercata per diversi giorni. Ci aspettavamo che prima o poi sarebbe ricomparsa dal nulla. Come una magia. Magari ringhiando, lo faceva spesso se non le tornava qualcosa, se un comportamento non era consono alle sue regole.

Adesso al pomeriggio dorme nella cuccia di Lei , la notte nel letto umano , sempre con quella sua discrezione e pudore di Angelo. Sì Lui lo è, Lei è stata un Guru, un Maestro, un Sensei,.
Lui un Angelo caduto dal cielo, per aiutare l'umano a sopportare tutto il dilaniamento. 
La presenza continua, tuttavia timida, il suo essere sempre pronto a trascinare nelle sue avventure di annusamenti, di rincorse, di rivalse con altri cani, di amicizie e gioco, salvano l'umano dal baratro. Lo afferra per i capelli e tira-tira-tira, fino a farlo uscire dai profondi meandri della mancanza di Lei. Lo fa senza chiedere. Lo fa senza un lamento. Lo fa e basta. E' quello per cui è predestinato e lo sa.
E la certezza che dimostra, la sicurezza che sfodera è un balsamo per le ferite di questo momento. Perché alla fine è solo un momento, un attimo se confrontato con quello che è stato vissuto in tutti questi anni.
Amore puro e senza condizioni, ecco cos'è.
Non ce n'è: loro lo sanno meglio di noi.
Riescono a esprimerlo con una purezza e semplicità per noi sconosciute . Neanche con un figlio, un marito, un amico. Questo stadio è troppo oltre per l'umano.

Oltre le convenzioni, oltre gli interessi, oltre tutto quello che è materiale, oltre la vita, oltre la morte.

Sì, Altro Cane, sei una scoperta ogni giorno che passa, senza contare tutti quelli già andati. E quelli che verranno.
Saremo il bastone della nostra vecchiaia, ci aiuteremo a vicenda, te lo giuro.
Lei è la mia Guida Celeste, tu sei le ali per il Paradiso.

Ti voglio bene Vasco e credimi: più bella cosa non c'è, più bella cosa di te.




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