Io, un cane non lo volevo.
Avevo sempre avuto gatti e da pochissimi giorni, ne avevo
perso uno, vivendomi tutta la sua malattia e conseguente morte. Mai e poi mai
avrei avuto voglia di rimettermi in un gioco atroce del genere: è vivo, ma per
quanto?
Poi un cane perché? Per portarlo a fare le pisciatine, MA SE HAI IL GIARDINO! Sì lo
so, ma tanto poi ti viene che lo porti fuori a scorrazzare. E non lo puoi
lasciare solo per troppo tempo, me lo dovrei portare dietro sempre MA NO, SE HAI BISOGNO TE LO TENGO.
Questi i continui discorsi, sempre uguali, sempre sugli stessi argomenti con CHI mi voleva a tutti costi
propinare il cane-fregatura.
Poi ci si mise anche lui. Aveva un nome, ma l’ho
dimenticato. Lo chiameremo Mr. Fuff, commerciante in fuffa di ogni genere. Mr.
Fuff disse: SAREBBE BELLO AVERE
UN CANE!
Sarebbe bello per chi? PER
NOI! MEGLIO UN CANE CHE UN GATTO, tanto per rendere le mie scelte
passate, inadeguate.
E questo chi lo dice? È forse una legge divina? Una regola
di vita?
PENSA CHE
BELLO, ANCHE PER IL BAMBINO…
Il “bambino" non era il nostro (per fortuna), ma solo
il suo (menomale), lo chiameremo Sputacchio, lo inquadra nella giusta maniera.
Sputacchio, 11 anni di maleducazione, arroganza, viziaggine e primi ormoni, classico
mononeuronale, lo vedevamo, purtroppo, ogni 15 giorni, delle volte quando ero particolarmente sfigata anche ogni 7.
Un vero tormento. Non stava mai fermo e si dilettava a scaracchiare ovunque
potesse, sulle piante del giardino, sul secchio della spazzatura, nel lavello
di cucina, dentro la minestra di qualcun altro (la mia). Addosso a cose
persone, animali, città e cantanti.
Dare un cane in mano a Sputacchio era da maltrattamento, da
abuso, ma a quei tempi non me ne fregava nulla, né dell’animale, che ero
convinta se la sarebbe cavata da solo con un bel ringhio, né del satanasso, che
forse se lo teniamo occupato sputa di meno, e invece di saltare ovunque rompe meno i cabasisi e i divani.
Con questi intenti da Frau Blucher, mi lasciai convincere a
prendere un cane. CUCCIOLO; MI
RACCOMANDO! Mr. Fuff così disponeva. Agli
ordini!
Perché cucciolo? Oltre agli sputacchi a giro per casa,
anche le pisciatine e le cacatine del cucciolino?
COSI’ LO ADDESTRIAMO.
Questo inizio non presagiva niente di buono.
Firmammo un patto di sangue con Fuff e Sputacchio per il quale si sarebbero occupati loro del cane.
STUPIDA.
Me lo dissi allo specchio poco tempo dopo. Mr. Fuff, era
noto a tutti, in casa ci stava il minimo indispensabile, giusto quella tempistica
che ti serve per rompere i coglioni a chi ti deve sopportare (IO), dare un’occhiata di 3 ore
al suo sito di incontri porno preferito, svuotare il frigo tipo Omer Simpson,
per poi lamentarsi e blaterare CHI
HA VUOTATO IL MIO FRIGO? Sottintendendo
che non ero neanche stata capace di fare la guardia alla sua preziosa cambusa
di Sofficini.
Sputacchio alias Pugsley Addams, veniva ogni 7 o 15 giorni, da contratto.
COME POTEVO
FIRMARE UN PATTO DOVE SE NE SAREBBERO OCCUPATI LORO?
Ero inebetita.
La morte del gatto, l’amica che voleva che adottassi il cane,
and last but not least il fatto che accompagnarmi a Mr. Fuff era stata la
scelta più idiota che potessi aver fatto nella mia vita dopo altrettante scelte
idiote. Ecco le ragioni dell’Inebetimento e Intappetamento. Calpestatemi
pure, ma fatemi rimanere trasparente.
Così surfando sull’onda del rendere felice l’uomo della mia morte
e Pugsley suo pargolo adorato, dissi di sì alle assidue telefonate dell’amica
che proponeva l’adozione.
SONO 11
CUCCIOLI, 5 MASCHIETTI E 6 FEMMINUCCE, DEVI AFFRETTARTI A SCEGLIERE, PERCHE’ LI
STANNO ADOTTANDO TUTTI. SAI POVERINI LI HANNO TROVATI NEL CASSONETTO. TELEFONA
QUA E PRENDI APPUNTAMENTO, FALLO SUBITO.
Così feci, da vero automa. Chiamai. Mi misero fretta, e la
fretta è cattiva consigliera, ma oramai ero su un’altra onda da surfare, quella
della buona azione quotidiana, che poverini-poverini erano stati trovati nel
cassonetto e non riflettei neanche un attimo, se li avevano adottati quasi
tutti:
1.
avrei potuto lasciar perdere
2.
restavano giusto gli scarti.
Tanto io non ci capivo nulla di cani. Sei sicura che crescendo
sarà una taglia ragionevole e soprattutto a pelo raso? Queste le uniche qualità
che avevo chiesto. E l’amica: SI’,
SI’, NON PREOCCUPARTI AL MASSIMO 10 KG. DI CANE E PELO RASO, È UN INCROCIO CON
LABRADOR, SICURO.
Queste parole le ricorderò per sempre, me le porterò nella
tomba.
Così presi appuntamento con la signora molto scortese e frettolosa che si occupò dell'"adozione",
dai modi e dalla corporatura iceberghiani, che mi fece andare da lei in quattro
e quattr’otto, per un sacco di motivi elencati in velocità in modo che non ne
capissi uno, ma che mi dessero la sufficiente ansia per darmi una smossa.
La casa della Sig.ra Iceberg era un intrigo di corridoi,
scatoloni, finestre chiuse, tapparelle abbassate, Attenta a dove mette
i piedi, urlato all’ultimo
momento per evitare una cacca, due cacche, un ammasso di cacche. Quindi puzzo
ovunque e nessuna possibilità di respirare aria fresca che in quel momento era
l’unico mio desiderio. Così arrivammo, io in apnea, davanti alla porta di
quello che poi scoprii un piccolo bagno di servizio. Dentro carta di giornali
sporca, impregnata da mille pipì, e una decina di cuccioli frignanti che come
talpe vagavano senza vedere un tubo, per cui si scontravano, si ammucchiavano
si pisciavano addosso. Questi erano neri e riccioluti. Più avanti 3 cagnetti
più cicciottelli e biondi, PELO
RASO.
Inebetita ancora, un po’ dagli effluvi di urine di ogni
tipologia, gattare, cagnare e forse topare, e di sicuro conigliare, un po’ dal
carattere che si era impossessato di me in quel lungo periodo di vita, iniziai
come una deficiente a dire: O che
bellini, o che carini, ma quanti sono! Ripetevo tipo mantra, con
una vocetta che non sapevo di avere.
Quella vocetta che si usa coi neonati e che ti fa uscire di bocca parole
inesistenti o vezzeggiativi nauseanti.
DEVE SCEGLIERE!
Iceberg parlò, disse solo questo e che avrebbe aspettato ancora qualche
settimana perché i Canetti avevano bisogno di latte, e bla bla bla. Non
ascoltai nulla. Mi misi seduta sul bordo vasca a guardare tutte quelle piattole
pelose piangenti. E in quel momento, dal gruppo si stacca un ammasso di ciccia
bionda. (Eri tu) Che con non poca difficoltà si fece strada tra gli altri ammassi
e mi si piantò davanti mettendo le due minuscole zampe sulle mie caviglie, come
se avesse intenzione di scalarmi.
Ero stata scelta.
Da quel momento in poi il poco cervello che mi rimaneva andò
in tilt e come un’invasata dissi: La
voglio, la voglio!! Neanche fossi al mio matrimonio gay con
Angelina Jolie.
Iceberg a quel punto mi buttò fuori di casa in un istante,
non dovetti ripassare dai cunicoli pisciosi e scatolosi, ma miracolo, c’era una
porta di servizio e da lì mi fece uscire, raccomandandosi:
SI TENGA PRONTA,
OGNI MOMENTO È BUONO, LA CHIAMO PRESTO.
Come un’ostetrica a una partoriente.
Ma tutta la manfrina dell’allattamento?
Mi dissi che probabilmente avevo inteso male, ma che va
bene, era una femminuccia adorabile, mi aveva scelto e io ero satolla di
felicità.
POVERA INGENUA… (Continua...)
È bellissima !!!❤
RispondiEliminaGRAZIE!!!
RispondiEliminaSemplicemente fantastico!!!!! Che brava sei......
RispondiEliminaGrazie, troppo buono/a
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